Storia

Correva l’anno 1913 quando sul ristrettissimo campo del ricreatorio “San Carlo”, il compianto Don Biagio Cipriani fa rotolare la prima palla di cuoio. E’ l’epoca dei tanti giocatori a Fermo solo per motivi di studio, Agnelli, Paglialunga, Fagioli, Curletta, Montanari di Livorno, Cioci e Taffetani di Macerata, che sfidano la “Victoria”, prima formazione calcistica in città (1910), in interminabili incontri sino al 1915 quando i ragazzi partono per la guerra e il ricreatorio viene trasformato in Ospedale Militare.

Dopo la prima guerra mondiale si ebbe la nascita di una nuova Società Sportiva “La Fermo” alla cui presidenza viene eletto Uriele Vitali Rosati. Era l’anno 1920, inizia ufficialmente in questo momento la storia ultraottantennale del calcio a Fermo.Nel 1923, in seguito ad una tumultuosa assemblea generale dei soci della Società “La Fermo”, ha luogo una scissione dalla quale nasce il “Fermo Football Club”, Presidente l’Ing. Checco Rocchetti, vice presidente Giulio Pasquali e segretario Umberto Mecozzi.

Subito i nero-stellati conquistano le simpatie della massa dei tifosi con vittorie a ripetizione. In quell’anno ci fu il primo derby cittadino con una memorabile vittoria dei nero stellati contro La Fermo per 4-1.

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Nel 1925 avvenne la fusione delle due Società, da cui nacque “l’Unione Sportiva Fermana”. Tale fusione ebbe luogo in seguito allo scioglimento della Fermo F.C. decretato per motivi politici. Da detta Unione ecco nascere “l’undici Canarino 1925” e per non far torto ai nostalgici delle due squadre precedenti (bianchi e nero-stellati), vennero scelti i colori giallo e blu poiché all’epoca il Modena andava per la maggiore. Questa squadra era costituita prevalentemente da elementi locali. Purtroppo la squadra ebbe vita breve e dopo qualche anno di militanza  in terza divisione regionale finì per essere abbandonata anche dai suoi tifosi.

Nell’anno 1932 riuscì a disputare un campionate di seconda divisione nel quale si classificò seconda ad un punto dalla Jesina, vincitrice del girone. Altre squadre del girone erano Fabriano, Senigallia, Teramo, Spoleto, Città di Castello ecc. La Fermana era costituita per la quasi totalità da elementi locali e da studenti che giocavano sul vecchio campo sportivo “Campo di Marte”: Pradwalter (Tombolini), Diadori, Ferrari (Rossi), Recchioni, Varallo, e Interlenghi II, Tosi I, Novembre e Tosi II.

Recchioni-anni-30Nel giugno del 1933 viene inaugurato il Nuovo Campo Sportivo “Sandro Mussolini” che, fatalità, più tardi doveva essere intitolato alla memoria dell’atleta Bruno Recchioni, allora titolare in squadra, in qualità di mediano destro, e che perse la vita in guerra. La Fermana, per ottenere l’ammissione alla I Divisione (equivalente alla serie C1 di oggi: infatti era, anche se per l’ultimo anno, l’anticamera della Divisione Nazionale B), dovette disputare delle semifinali, a girone unico, con la Libertas di Rimini e Penne, terminate rispettivamente al primo e terzo posto. Il raggiungimento della seconda posizione dette diritto alla Fermana di disputare la stagione 1933-1934 nella I divisione, in cui fu inclusa nel famoso girone soprannominato “dei tre mari” poiché comprendeva squadre che si affacciavano su Adriatico, Ionio e Tirreno.

1933: nella storia della Fermana è la prima promozione in una terza serie di ambito nazionale. La compagine gialloblù fu costretta ad occupare sempre posizioni di bassa classifica: il noviziato, il valore degli avversari, la mancanza di un allenatore e l’affrettata preparazione furono le cause del mezzo insuccesso. Dalla S.S. Ascoli, allora in smantellamento, furono prelevati il triestino Perini e il tirolese Granicola, Francesco Mazzoleni, ottimo terzino dell’Atalanta, militante nella Divisione Nazionale B. Fu il migliore acquisto. Aveva militato anche nella divisione nazionale A sempre con l’Atalanta e fu pure convocato con la nazionale azzurra. Fu allenatore negli anni successivi, valido soprattutto con i giovani. Dalla Lombardia arrivarono altri giovani calciatori e si formò la squadra: Perini, Granicola, Sberna, Agnelli, Mazzoleni, Da Monti III, Interlenghi II, Sacripanti, Tosi I, Sala, Da Monti II e Da Monti I. I “canarini” finirono il campionato al decimo posto, ottennero la soddisfazione di battere sul  proprio campo una forte Anconitana aspirante alla promozione.

Nella stagione 1934-1935 la società aveva un solo programma entrare nella Divisione Nazionale C, categoria di nuova istituzione, occorreva per questo classificarsi tra le prime quattro del girone. La Fermana ingaggiò un allenatore di valore: Hajos Harpad, ex nazionale Ungherese ed alcuni giocatori di valore. Al termine del campionato la Fermana si classificò quarta ed acquisì il diritto a partecipare al Campionato Nazionale di serie C.

L’anno successivo fu disputato il primo campionato di serie C che a causa dell’inizio della guerra d’Africa ed al richiamo di molti giovani fu disputato in tono minore, ma comunque a differenza di altre società fu portato a termine. Causa le partenze di molti giocatori per la guerra d’Africa e la situazione finanziaria che attanagliava molti club tra cui la Fermana l’anno seguente la squadra fu sciolta e dopo la ripresa post-bellica nel 1946-1947 la Fermana si ritrova in Promozione (campionato di ambito interregionale tra la serie C e la prima divisione). Al termine delle prime tre stagioni calcistiche la Fermana si piazza sempre a metà classifica, dietro a Maceratese, Sambenedettese, Giulianova e Jesina promosse in quegli anni in serie C.

Nel 1949-1950 la Fermana si piazza al primo posto nel girone L della Promozione ed acquisisce il diritto a partecipare al campionato nazionale di serie C 1950-1951. In quell’anno i canarini battono L’Ascoli per 1-0 in casa e pareggiano 1-1 in trasferta al campo Squarcia di Ascoli Piceno. Battono sul filo di lana Avezzano e Vastese: La formazione base che vinse il campionato di promozione era la seguente: Vagnoni, Zerbini, Dolic, Testoni, Magnanimi, Cospiri, Guidetti, Grassi, Cuoghi, Sandukcic, Giuliani, Allenatore Piccaluga, direttore tecnico Eraldo Guidi, presidente della Società l’Onorevole De Cocci. La Fermana sale in C e nell’anno 1950-1951 arriva al termine della stagione regolare a pari punti con la Pistoiese con la quale disputa lo spareggio salvezza A Forlì vincendo per 1-0, rimanendo anche per la stagione 1951-1952 in serie C. L’anno fu contrassegnato da una stagione fallimentare che questa volta portò la Fermana al penultimo posto e quindi all’inevitabile retrocessione. Nella stagione 1952-1953 la Fermana disputò un campionato modesto classificandosi sestultima.

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Nella stagione 1953-1954 in Quarta Serie (che in seguito diventerà serie D), la Fermana dopo l’ultima di campionato si classifica terz’ultima. Nella successiva stagione la Fermana al pari dell’Ascoli retrocede in Promozione Regionale, e nell’anno 1956-1957 ci fu l’ultimo derby del Piceno dove in casa la Fermana ebbe la meglio per 3-0, mentre ad Ascoli capitolò per 2-1. Per i gialloblù cominciano alcuni anni di anonimato nella promozione regionale, poi negli anni sessanta il ritorno in quarta serie (serie D), con l’ingresso in Società di Baldassare Mori, industriale dei laterizi.

Nell’anno 1962-1963 fu sfiorata di nuovo la promozione in serie C con la famosa partita con la Ternana a Fermo, che avrebbe deciso la promozione, partita che terminò con una sconfitta bruciante dei gialloblù. Poi al termine degli anni sessanta con l’improvvisa cessazione delle industrie Mori la Fermana si ritrovò sull’orlo del baratro; nessuno voleva rilevare la società finché non arrivò il vulcanico Luciano Balestrini, antesignano dei moderni Patron che reggerà per un altro decennio, in serie D,  le sorti del sodalizio gialloblù. Nonostante le numerose difficoltà economiche, la Fermana in quegli anni sfiorò più volte il salto di categoria.

Squadra 76-77xxxNella stagione 1976-77,  militavano nella Fermana gloriose conoscenze, come Ivo Iaconi,  che portò i canarini in serie B ed il successivamente responsabile tecnico Fabio Scoponi. Ecco gli altri componenti della rosa,  in piedi da sx: Piccinini,Bianchi,Di Tommaso, Falcetta, Montesi, Benni, Di Marco. Acc da sx: Mister Fiorindi, Gardona, Ripari, Galletti, Scoponi, Toccaceli, Ripani.

Clamorosa fu la stagione 1977-1978 (nella stagione successiva con la riforma della Serie C nacque la C1 e la C2), nella quale molte squadre di serie D sarebbero passate all’istituenda serie C2. La Fermana anche quell’anno non riuscì per una sola posizione a entrare in C2. Nell’anno 1978 entrò in società Paolo Belleggia, industriale calzaturiero fermano, che accompagnerà le sorti del sodalizio sino a metà anni novanta.

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In questi anni ancora una volta i canarini vedono sfuggire dalle mani nelle ultime giornate possibili promozioni in Serie C2 . Finché rinforzata la società con l’ingresso dell’imprenditore edile Giovanni Santini, nella stagione 1983-1984, il ritorno tanto sperato in Serie C dei canarini, ecco la formazione tipo di quell’anno: Di Carlo, Emili, Petrelli, Ercoli, Beato, Agiottone, Eusepi, Miocchi, Bonaldi, Tontodonati (Del Zompo), Pierleoni (Gasparrini). In C2 si potenzia ancora la Società con l’ingresso del prof. Francesco Valentini (Presidente), l’avv. Sandro Chiodini (Amministratore) mentre Santini diventa Consigliere.

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Si allestisce una squadra forte, con giocatori molto esperti e così dopo un girone di andata buono, al ritorno c’è un crollo, dovuto anche a problemi interni, il sogno della serie C sfuma in soli dodici mesi. Squadra e società si sciolgono, il sodalizio viene affidato ad un azionariato popolare guidato dal presidente Enrico Ulissi. La Fermana in quell’anno evita la seconda retrocessione consecutiva, disputando  uno spareggio sul neutro di Castel Di Sangro con il Canosa, vincendo 4-2 ai calci di rigore.

Arriviamo all’estate 1988, altra doccia fredda per la società: non viene perfezionata l’iscrizione al Campionato di Interregionale e la Fermana viene retrocessa d’ufficio al campionato di Promozione regionale (l’Eccellenza era ancora lungi dal divenire). Dopo la mancata iscrizione si dimettono tutti i dirigenti, Roberto Mistretta tiene le redini della società sino alla stagione 1993-1994. Nella stagione 1988-1989 la squadra ottiene la pronta risalita nel campionato Interregionale, al termine di un campionato tanto travagliato quanto meritatamente vinto. Seguono quattro tornei di Interregionale (diventerà poi Campionato Nazionale Dilettanti), con un secondo posto alle spalle dell’Avezzano. Infine eccoci alla stagione 1993-1994 che segnerà la fine del sodalizio gialloblù nelle categorie dilettantistiche e l’inizio di un lungo periodo di grandi soddisfazioni nei campionati professionistici.

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La stagione 1993-1994 fu l’ultima che la Fermana disputò nei dilettanti. I canarini restarono in testa alla classifica sino all’ultima giornata quando furono scavalcati dalla Vis Pesaro. La Fermana a poche giornate dal termine aveva un cospicuo vantaggio sulla Vis, vantaggio che si colmò alla penultima gara di campionato quando al “Benelli” di Pesaro si affrontarono per uno spareggio promozione segnato da un giallo finale.

Era il 95’, con le squadre ancora ferme sullo zero a zero, quando avvenne il fattaccio; Montingelli attaccante della Vis con un colpo di mano non visto dall’arbitro Zaltron di Bassano del Grappa (sul computo finale, oltre a questa mastodontica topica, anche l’annullamento di una rete regolarissima al fermano Giacchetti), porta in vantaggio la Vis Pesaro. La gara termina poco dopo, scatenando l’ira dei tifosi canarini. Stessa sorte subisce l’undici gialloblù nell’ultima di Campionato a San Marino, con gol annullati e l’ espulsione di due giocatori. Infine, a 6 minuti dal termine avviene la beffa del pareggio, che con la vittoria della Vis segna il definitivo sorpasso e la promozione diretta in C2 dei pesaresi. Quasi a riconoscimento dei torti subiti, grazie anche al completamento degli organici, la Fermana viene ripescata in Serie C2.

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La società viene trasformata in Srl, Paolo Belleggia diventa Amministratore Unico, come direttore Sportivo viene assunto Gianni Rosati che porta con se l’allenatore Bruno Nobili ed alcuni giocatori della appena retrocessa Civitanovese.

La rosa del primo anno di C2 era la seguente: Beni, Bertaccini, Miccoli, Di Loreto, Di Venanzio, Ruscitti, Buratti, Pennacchietti, Moscetta, Bettella, Tridici, Filippone, Cocciari, Scoponi, Protti, Meluso, Vessella, Mancuso, Clementi. Tutto il girone di andata si gioca in campo neutro in quanto il vecchio stadio “Recchioni” deve essere sottoposto al primo dei tre recenti ammodernamenti per renderlo idoneo alle nuove normative di sicurezza. La prima stagione di Serie C2 termina con una salvezza ottenuta alla penultima giornata vincendo per 1-0 sul Castel di Sangro.

Nella stagione 1995-1996 viene assunto come allenatore Marco Alessandrini, la squadra si mantiene nelle posizioni di alta graduatoria sino alle ultime quattro gare. Poi, con un accelerazione improvvisa e vincendo tutte e quattro le ultime gare, si classifica al quarto posto ed accede ai play-off promozione che la vedono non favorita. Nella prima gara di spareggio incontra la Ternana in campo neutro al “Del Conero” di Ancona, in quanto il Prefetto di Ascoli decreta non idoneo, per motivi di sicurezza (?), lo Stadio Comunale “Bruno Recchioni” di Fermo. La gara termina 2-0 per i gialloblù (reti di Stefano Protti, una su rigore), mentre il portiere Soviero para anche un penalty. La gara di ritorno a Terni vede la netta supremazia dei locali che a un minuto dalla fine sono davanti per 2-0 ed essendosi classificati al terzo posto nella classifica sono qualificati per la finale. Ma all’ ultimo minuto i canarini ottengono una serie di calci d’angolo consecutivi e quello che tutti potevano solo sognare…avviene. Serie di batti e ribatti…Marco Pennacchietti (difensore di Porto San Giorgio) colpisce di testa a pochi passi dalla porta e ci regala il gol qualificazione. E’ il tripudio generale, dopo tanti anni, il popolo fermano aspetta il ritorno dei propri eroi sino a notte davanti allo stadio Recchioni.

Ora l’ultimo sforzo, la finale per la promozione in C1 a Ferrara, l’avversario questa volta è il Livorno. I tifosi si mobilitano in forze, in circa 2.000 seguono i propri  beniamini a Ferrara, vengono in numero surclassati dai Livornesi, presenti in circa 10.000, nonostante ciò dall’inizio alla fine hanno incitato la propria squadra, consapevoli dell’impari lotta. La gara termina con il risultato di 0-0 dopo i tempi supplementari si giunge ai rigori, i gialloblù sono infallibili dagli undici metri mentre il portierone Soviero e l’imprecisione degli amaranto decidono la sorte a nostro favore per 4-1. E’ l’apoteosi, la Fermana è in Serie C1!

La rosa di quest’anno è la seguente: Soviero, Bertaccini, Lauretti, Miccoli, Morelli, Di Fabio, Pennacchietti, Moscetta, Bettella, Turcheschi, Di Matteo, Scoponi, Di Loreto, Protti, Lunerti, Vessella, Matzuzzi, Clementi.

La stagione 1996-1997 segna l’inizio  della permanenza quasi continua della  Fermana Calcio in Serie C1. In questa stagione la squadra si salva allo spareggio nei play-out contro il Trapani , nel frattempo, nel corso dell’anno, la società ha cambiato proprietario da Paolo Belleggia a Giacomo Battaglioni che trasforma la società da Srl a Spa.

Nella stagione 1997-1998 la squadra parte con traguardi più ambiziosi ma deve accontentarsi di una salvezza conquistata alla penultima giornata, dopo un anno travagliato, con alla guida il tecnico Ivo Iaconi. La stagione successiva 1998-1999, la squadra sempre con alla guida Ivo Iaconi viene radicalmente trasformata, cambia modulo di gioco, ed inizia un Campionato che terminerà con una lunga cavalcata finale in “Serie B”. Per la verità la squadra, nel girone di andata, pur sfoderando buone prestazioni non raccoglie quanto seminato, ma nel girone di ritorno messi a punto alcuni meccanismi di gioco inizia la lenta risalita (alla fine del girone di ritorno la squadra era posizionata al penultimo posto con soli 18 punti) che alla penultima giornata la porta solitaria in testa alla classifica. Nell’ultima gara a Battipaglia è vittima di un giallo ancora non risolto, l’intera squadra rimane vittima di un avvelenamento da cibo o di un vero e proprio attentato, alcuni elementi debbono essere trasportati al pronto soccorso causa dissenteria acuta e quindi sottoposti a flebo. La squadra scende in campo rimaneggiata e svuotata di forze fisiche ma non certo nervose, infatti dopo essere passata in svantaggio nel primo tempo, nel secondo riagguanta il pareggio con Umberto Marino e vince per 2-1 con il gol storico di Mattia Mastrolilli, nel tripudio di circa tremila sostenitori giunti da Fermo con due treni speciali, tanti autobus ed auto private.

La rosa vincitrice del campionato di serie C1: Cecere, Prete, Maiuri, D’Angelo, Di Fabio, Perra, Di Salvatore, Marino, Scoponi, Mastrolilli, Pandolfi, Di Venanzio, Ardigò, Bruno, Di Renzo, Pagani, Bonfanti L., Morelli, Chiodini.

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Lo stadio comunale Bruno Recchioni per poter far disputare alla Fermana Calcio il primo Campionato di Serie B della sua storia viene radicalmente trasformato, rifatta la nuova curva i nuovi spogliatoi e la tribuna stampa, allargato e rifatto il nuovo terreno di gioco, rifatte le nuove recinzioni in plexiglas, la capienza totale viene portata a poco meno di 10.000 posti.

La stagione 1999-2000, la prima della sua storia in serie B, termina malamente con una retrocessione, nonostante ciò la Fermana riesce sul proprio campo a battere squadroni allestiti per la Serie A come: Atalanta (1-0), Ternana (2-1), Napoli (3-2), Genoa (2-1), Cesena (1-0), e non riuscendo i quello che era stato possibile nella stagione precedente, la risalita di classifica dopo un girone di andata disastroso (penultimo posto in graduatoria).

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Nella stagione 2000-2001 eccoci di nuovo in C1, cambia l’allenatore Salvo D’Adderio, rimangono alcuni elementi del precedente Campionato di Serie B e si riparte con qualche ambizione, ma un di nuovo un girone di andata disastroso portano all’esonero del mister D’Adderio e con l’avvento del nuovo allenatore Dino Pagliari la squadra ricomincia una lenta risalita che a poche giornate dal termine e con la nuova vittoria del derby con l’Ascoli (2-1) porta la squadra a un punto dalla zona play-off, ma la squadra a questo punto appagata dai risultati tira i remi in barca e chiude solo con una salvezza anticipata.

Si ricomincia sempre dalla C1 stagione 2001-2002 con tante ambizioni, squadra giovane, ma con giovani di belle speranze, (oggi qualcuno di questi gioca stabilmente in serie A e B), si parte con la speranza almeno di centrare i play-off, ma una serie di risultati non proprio brillanti (nonostante la squadra nel girone di andata giri a 23 punti a circa cinque punti dalla zona play-off) viene esonerato dopo le contestazioni dei tifosi  Pagliari ed al suo poto il nuovo tecnico argentino Ortega. La squadra cambia modulo di gioco e dopo alcune gare vinte arpiona la zona play-off e quando si potrebbe mantenere la posizione, inizia una serie di gare disastrose e la classifica diventa pesante sino ad arrivare in zona play-out. Si cambia di nuovo allenatore, ritorna Pagliari e alla penultima gara si agguanta la salvezza.

La stagione 2002-2003, parte con poche ambizioni, squadra molto giovane e con un nuovo tecnico Rosolino Puccica, nel girone di andata la squadra esprime un buon gioco e naviga in acque più che tranquille poi nel girone di ritorno il crollo verticale nonostante le prestazioni non siano scadenti ma errori fatali dal dischetto di rigore, gol falliti in modo eclatante e nell’ultima gara due rigori sbagliati portano la squadra all’ultimo posto con retrocessione in Serie C2. C2 che dura soltanto due mesi, grazie a un bilancio sano ed alla cancellazione di alcune società per irregolarità economiche la Fermana viene dapprima ripescata e poi a completamento dell’organico di C1, causa la ristrutturazione del campionato di B, risale in C1.

Dal 2003 al 2005 cominciano annate deludenti con la Fermana sempre invischiata nelle zone di bassa classifica e partecipante fissa ai playout. Nonostante tutto la squadra riesce a salvarsi.

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Nel 2006, la Fermana retrocede in C2, con una squadra sempre più ricca di giovani e sempre più in crisi economica. Poiché nessuno è stato capace di rilevare la squadra (già messa in vendita da quattro anni) nell’estate dello stesso anno Battaglioni non iscrive la squadra in serie C2 e finisce così la storia della Fermana Calcio 1920 nei professionisti. Non si tratta di fallimento, ma di mancata iscrizione della società.

A Fermo nasce la U.S. Fermana, che viene iscritta al campionato di Prima Categoria. La stagione 2006-2007 si chiude con il primo posto dei canarini e risalita diretta in Promozione. Nell’annata 2007-2008 vengono mancati i presupposti di promozione della squadra che in panchina ha Francesco Nocera (poi esonerato); a vincere il campionato invece è il Montegranaro e la squadra giallo-blu addirittura non riesce a vincere i play-off, dove vengono battuti dalla Cuprense (0-1 in trasferta poi 0-2 in casa).

2008/2009

Parte un progetto nuovo e arrivano moltissimi giocatori in prova. Fra i confermati nell’organico agli ordini di mister Pierluigi Prete figurano il capitano Di Salvatore, il portiere Spinaci e l’esterno De Reggi. Dopo diversi cambi di giocatori si arriva alla rosa definitiva per la stagione 2008-09. Nei primi giorni di settembre viene nominato nuovo presidente l’avvocato Stefano Chiodini.

Le prime partite non hanno risultati incoraggianti (appena 2 punti nelle prime 4 uscite) e la società ricorre al calciomercato. Dopo una buona serie di vittorie, a fine novembre arrivano gli ex Parma Nicola Buffa ed Alex Gibbs. A poche giornate dalla fine del girone di andata la squadra è quarta a pochi punti dalla vetta e la società ricorre ancora al mercato. Arrivano il portiere Ruspantini dall’Osimana, i difensori Spinozzi dalla Civitanovese, Ciglic ed il fantasista Maffei dal Montegranaro. Contemporaneamente salutano il sodalizio canarino il portiere Spinaci, il difensore Gaetani, i centrocampisti Iacopini e Rossi e gli attaccanti Pantone e Brega. A febbraio, dopo due partite consecutive senza vincere, viste le ripetute contestazioni della tifoseria, si dimette l’allenatore Pierluigi Prete, che viene sostituito dall’altrettanto giovane Giuseppe De Amicis, già vincitore di un campionato di Eccellenza con il Centobuchi.

Dopo un esaltante testa a testa con l’Atletico Piceno e il Trodica ed essere stati anche a 11 punti dalla vetta, i canarini conquistano la prima posizione a due giornate dal termine, approfittando della contemporanea sconfitta di entrambe le contendenti. La Fermana tiene la vetta fino al termine e, battendo la Folgore Falerone per 2 a 1, il 26 aprile vince il campionato ed approda in Eccellenza. Ed è nel massimo livello calcistico marchigiano, in un campionato a 20 squadre, che la squadra canarina si trova all’inizio del 2010 seconda in classifica dietro ad un’altra nobile decaduta, la Sambenedettese.

Il 27 gennaio a Jesi la Fermana vince la finale di Coppa Italia Marche, battendo per 1 a 0 la Vis Pesaro. Rete di Gianluca Savoldi al 1′ dei supplementari. La regular season si conclude con la Fermana di poco fuori dai Playoff, dopo aver anche partecipato al primo turno della fase nazionale di Coppa Italia e in una fase di trambusto, con cambio tecnico e rimpasto dirigenziale. In Coppa, patita l’eliminazione ad opera della Voluntas Spoleto.

Nel 2010 la Fermana è nelle mani di Francesco Ferrante

Nel luglio del 2010 dopo estenuanti trattative Domenico “Mimmo” Di Antonio, rappresentante in tutto e per tutto di un trio di imprenditori toscani ovvero Francesco Ferrante, Renzo Berti e Marco Barghigiani, annuncia il passaggio di proprietà e annuncia che la società è arrivata a Fermo per far risalire la Fermana nel più breve tempo possibile.

I primi giorni di Agosto arriva in città il tecnico Giovanni Cornacchini ex allenatore del Fano in seconda divisione. Mimmo Di Antonio si occupa della parte tecnica e gli viene conferito il ruolo di direttore generale, costruisce la squadra e porta in maglia canarina un blocco di giocatori che aveva avuto nella stagione precedente a Teramo, squadra vincitrice del campionato di Eccellenza Abruzzo. Intanto il Piano San Lazzaro muta la sua denominazione sociale in Ancona calcio 1905, la Fermana trova così un’antagonista determinata a vincere il campionato a tutti costi. La proprietà canarina non si intimorisce e d’altro canto ribadisce che chi vorrà vincere il campionato dovrà fare i conti con essa.

Inizia il campionato ma la squadra canarina non gioca benissimo, i meccanismi non funzionano e si arriva al goal con difficoltà tuttavia la difesa funziona a meraviglia e pur non giocando la squadra riesce a racimolare punti ad eccezione della sconfitta interna contro il Tolentino per 2 a 0. La società del patron Ferrante decide di rinforzare l’organico e Marco Barghigiani porta in maglia canarina il centrocampista Stefano Parlato, Daniele Vitali e l’attaccante Vinicio Paris che diventerà il pupillo della tifoseria insieme al capitano Bolzan. La Fermana prende consapevolezza della propria forza, dagli spettatori più esigenti viene però criticato il tecnico Cornacchini perché la squadra non brille e a volte si chiude troppo sulla difensiva.

A Dicembre prima del big match del Del Conero Ancona-Fermana la squadra si rinforza ulteriormente arrivano, alcuni giocatori under e inoltre alcuni conosciuti tra i quali Stefano Bagalini, Massimo De Reggi e l’attaccante Antonio Tomeo, la partita Ancona Fermana viene rinviata per neve, si recupera di mercoledì in prossimità delle festività natalizie e finisce 1 a 1 con una Fermana che era passata in vantaggio grazie alla rete dell’argentino Fiorotto.

2011 la sfida tra Fermana ed Ancona

Inizia il 2011: la squadra gioca a meraviglia, vince e accumula punti, la proprietà tuttavia lamenta l’assenza dell’imprenditoria locale, ma è soddisfatta per come sta andando la stagione calcistica, memorabile la vittoria in casa con il Real Metauro, la fermana recupera quattro goal di svantaggio e al termine della partita vince 5-4. Vinicio Paris è il trascinatore: se prima si segnava con difficoltà ora il forte giocatore si sobbarca tutto il lavoro offensivo e realizza reti strepitose, in casa nel mese di Marzo arriva il derby con la Maceratese che la squadra gialloblù vince per 2-1. L’Ancona non mostra segni di cedimento. Fatale è per la Fermana la sconfitta di Grottammare davanti a 800 spettatori giunti da Fermo. Pur non brillando, la squadra vince in casa contro il Corridonia per 3 a 1 e conquista una emozionante vittoria per 4 a 3 a Sant’Elpidio a Mare.

L’ultima di campionato si gioca al “Recchioni” di Fermo e mette di fronte proprio Fermana ed Ancona che, vantanto un punto in più in classifica (81 contro 80) fa sì che l’ unico risultato utile per la squadra gialloblù sia la vittoria: solo così si salirebbe in serie D. La città e la società si stringono attorno alla squadra, in città non si parla d’altro. L’8 Maggio alle 16:30 inizia il match davanti ad oltre 7.800 spettatori (record in assoluto per una partita di Eccellenza Marche). La Fermana parte bene incitata dai propri tifosi, e va in vantaggio con Ekani. Inizia la ripresa e la Fermana raddoppia con un autogol di Pesaresi. L’Ancona non ci sta e su punizione lo stesso Pesaresi accorcia le distanze. I canarini appaiono stremati ed a 7 secondi dal sogno (95’) l’Ancona pareggia. La fermana disputa i play off contro la Vis Pesaro ma viene eliminata al primo turno e resta in Eccellenza.

2011/2012

Nell’estate del 2011 Renzo Berti assume l’incarico di presidente, l’azionista di maggioranza è Francesco Ferrante e Marco Barghigiani assume l’incarico di direttore generale, DS Dario Pantera, il mister invece è Lorenzo Scarafoni che aveva allenato le giovanili della fermana nell’era Battaglioni.

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2012/2013 – Gestione abruzzese – fermana, cavalcata in Coppa e promozione in Serie D

US FERMANANel luglio del 2012, la Fermana viene acquistata da un gruppo di imprenditori abruzzesi. Il nuovo presidente è l’abruzzese Rocco Bochicchio e viene nominato allenatore Gianluca de Angelis, in seguito esonerato e sostituito da Tiziano Giudici e poi richiamato. Quattro mesi dopo, novembre 2012, il presidente Rocco Bochicchio lascia la società che viene opzionata dalla AFC Fermo presieduta dal Dott. Emanuele Corradi che aveva seguito le operazioni per il passaggio nel periodo estivo. Tra mille incertezze, l’attività sportiva prosegue con il rinforzamento della rosa: giungono in maglia canarina Marcos Bolzan e Ranieri Pirro, attaccante già noto alla piazza.

A metà Dicembre la Fermana vince (a Chiaravalle) la fase regionale della Coppa Italia contro il Matelica (gol di Attadia ai tempi supplementari). Nel febbraio 2013, dopo alcuni risultati non proprio soddisfacenti la società esonera mister Tiziano Giudici, richiamando in panchina Gianluca de Angelis. La Fermana continua a fare un campionato deludente, ma sorprendentemente prosegue inarrestabile il suo cammino nella fase nazionale di coppa.

Il 24 aprile 2013 la squadra disputa la finale di Coppa Italia Dilettanti sul campo neutro di Rieti e grazie al successo per 1-0 contro l’Audace Cerignola (gol dell’under Mangiola in zona Cesarini), ottenendo anche la conseguente promozione in Serie D. In campionato la squadra chiude al quinto posto. La società che ha gestito nell’ultima stagione sportiva (rappresentata dall’industriale Giorgio Fabiani, dal commercialista Emanuele Corradi e da Sergio Rogante) non riesce a trovare l’accordo con i proprietari toscani per la divisione dei debiti pregressi.

chiodi-chiaravalle0Nel frattempo, la vicina compagine veregrense, guidata da mister Osvaldo Jaconi e dove lavorano in pianta stabile alcuni ex dirigenti della Fermana, si aggiudica la finale regionale play-off andando a vincere sul difficile campo di Chiaravalle, contro una mai doma Biagio Nazzaro. Un gol di Savini spedisce il Montegranaro Provincia Fermana, patrocinata dalla Provincia di Fermo, alla fase nazionale. I giallo-blù, dopo aver eliminato la compagine della Pesciauzzanese (0 a 0 in Toscana e 4 a 2 ai calci di rigore a Montegranaro), nel doppio incontro di finale prima regolano per 1 a 0 (al “La Croce”) il Latte Dolce Sassari (gol di Argiolas sul filo di lana), poi  lo costringono al pari in quel di Sassari ( 2 a 2 il finale, straordinario gol di Misin e sigillo di Comotto) e sono promossi nel massimo campionato Dilettanti dove mancano dalla stagione 1996/97.

2013/2014 : nasce la Fermana Football Club

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Riprendendo un discorso abbandonato solo dodici mesi prima, i tre gestori  della U.S. FERMANA 2006 riallacciano i contatti con l’imprenditore montegranarese Maurizio Vecchiola, che nel frattempo col suo Montegranaro Provincia Fermana aveva conquistato la Serie D, dimostrando grande sensibilità ad allargare gli orizzonti sportivi per lanciare il progetto di “squadra territoriale”. Vecchiola, anche affascinato dalla gloriosa storia calcistica Canarina, decide di mettere in atto il suo progetto per dare seguito alla centenaria tradizione del calcio nella città di Fermo. Con una conferenza stampa pubblica, il 24 giugno 2013, a due mesi dalla vittoria della Coppa Italia, Vecchiola e Corradi uniscono le loro forze dando vita al nuovo sodalizio. Dopo qualche giorno viene ufficializzato come allenatore Gianluca Fenucci (poi esonerato dopo 8 giornate e sostituito prima da Luigi Boccolini e poi dal duo Fabio Scoponi/Matteo Mercuri).

Il 25 luglio 2013, in quel di Penna San Giovanni, inizia la preparazione della FERMANA FOOTBALL CLUB, con 24 ragazzi a disposizione del mister.

Il primo settembre 2013,  la Fermana Football Club, disputa la sua prima di gara di campionato nel suo glorioso stadio “Bruno Recchioni”, contro la Recanatese, indossando la terza divisa di colore nero dove nella parte alta spicca una grossa stella di colore bianco  in ricordo della casacca della nero-stellata della “Fermo Football Club” nata nel lontano 1913. Al termine della stagione, la squadra conquista una tranquilla salvezza, ma il potenziale relativo all’organico era sicuramente appropriato per poter puntare almeno alla conquista di una piazza play off.

STAGIONE 2014-2015

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La Fermana F.C. nella seconda metà del mese di Maggio 2014 muta assetto societario in vista della stagione 2014-2015; Maurizio Vecchiola resta socio di maggioranza tuttavia la carica di Presidente viene assunta dall’imprenditore calzaturiero Giorgio Fabiani già sponsor e socio di minoranza. Fabio Massimo Conti resta Direttore Generale, mentre per il ruolo di Direttore Sportivo viene nominato l’ex bomber canarino Massimiliano Fanesi. L’indimenticato capitano di mille battaglie Guido Di Fabio, dopo tre anni alla guida della Maceratese, assume la carica di allenatore della Fermana F.C. L’avventura però, dura il breve volgere di 11 gare ed al suo posto viene chiamato il suo storico mentore Osvaldo Jaconi (vice Angelo Cetera), allenatore più titolato d’Italia con ben 11 campionati vinti (l’ultimo proprio alla guida di quel Montegranaro dalle cui ceneri è nata proprio la Fermana Football Club).

Il Vodz verrà poi esonerato nel corso della stagione 2015-2016, quando il timone dei gialloblù passa saldamente nelle mani di Mister Flavio Destro: con il tecnico di origini piemontesi i canarini centrano i play-off, cedendo in semifinale con il Fano. Nella stagione successiva Destro mette la firma sullo storico ritorno in Serie C dei canarini, che proseguono con lui l’avventura nel Professionismo.