I GIOCATORI ZERBO E SOPRANO ALL’ITET CARDUCCI-GALILEI: L’ESPERIENZA ALLA FERMANA E IL RACCONTO SUI BANCHI DI SCUOLA

I GIOCATORI ZERBO E SOPRANO ALL’ITET CARDUCCI-GALILEI: L’ESPERIENZA ALLA FERMANA E IL RACCONTO SUI BANCHI DI SCUOLA

Senza il calcio giocato, è stato un sabato diverso per la Fermana che è stata ospite con i giocatori Gabriele Zerbo e Marco Soprano all’Itet Carducci Galilei di Fermo in occasione delle giornate dell’Open Day. I due gialloblu hanno incontrato i ragazzi che si affacciano alla scelta delle scuole superiori, raccontando la propria esperienza alla Fermana e il loro percorso fin dai tempi della scuola. In cattedra, insieme alla direttrice scolastica, la professoressa Cristina Corradini e il professor Fabio Zippilli. Fair Play, la violenza negli stadi, l’importanza di un percorso scolastico formativo unito allo sport. Sono diversi gli aspetti toccati con i due giocatori non hanno mancato di raccontare come: “La scuola sia andata di pari passo al calcio. Ci sono tante analogie tra la scuola e il calcio o comunque lo sport: entrambe presuppongono impegno, sacrificio, costanza. Quando sono andato a scuola – ha raccontato Gabriele Zerbo – il percorso formativo non prevedeva delle agevolazioni come in questo indirizzo sportivo, per cui si usciva di casa la mattina, mangiavo un panino al volo a pranzo e poi di corsa agli allenamenti, tornando a casa solo la sera per mettermi a studiare. Ci vuole più tempo a raggiungere risultati importanti senza scorciatoie, ma dopo grandi sacrifici e con grande dedizione, il traguardo raggiunto ha ancora più valore. Lo sport è un elemento fondamentale della vita, sia che si faccia per lavoro che per semplice piacere. E’ utile per misurarsi con gli altri nel rispetto dell’altro e per valutare anche i comportamenti esterni e le capacità degli altri rispettandoli sempre”. Lo stesso ha affermato anche Marco Soprano che, al momento del suo primo contratto a 17 anni col Genoa, ha confessato: “Avrei potuto anche lasciare la scuola pensando di dedicarmi solo al calcio, visto che portare avanti entrambe le cose era diventato molto impegnativo, ma non l’ho fatto. La scuola è importante e portare avanti un percorso di studi lo è altrettanto, anche se quando si è sui banchi può sembrare il contrario o una scocciatura”.