MISIN:”IL MOMENTO PIU’ BELLO DELLA MIA CARRIERA”

MISIN:”IL MOMENTO PIU’ BELLO DELLA MIA CARRIERA”

CAPODARCO – “Il momento più bello della mia carriera calcistica”, riassume così il centrocampista Alex Misin il match di giovedì scorso con il Romagna Centro al Bruno Recchioni, quando prima del fischio d’inizio è stato premiato con una targa e una maglietta celebrativa per le sue 100 partite con i canarini, mentre al triplice fischio ha potuto gioire insieme a tutti i compagni per la vittoria del campionato di Serie D.
“Una doppia festa, una giornata da rivivere all’infinito, un disegno del destino – ha proseguito il classe 1989 che aveva iniziato il percorso in gialloblù insieme all’attuale dirigenza della Società di viale Trento al Montegranaro – dopo quattro anni abbiamo coronato un grande sogno. Vincere questo campionato è stato qualcosa di veramente bello, un’emozione unica”.
“La nostra forza è stato il gruppo, uno spogliatoio unito e compatto i cui valori hanno fatto la differenza. Chiunque sia sceso in campo e in ogni posizione ha sempre dato il massimo, rendendosi importante per la causa – l’analisi di Misin – per questo abbiamo meritato questo successo. Sin dalla scorsa estate avevo avuto sensazioni positive. Dato che era stato confermato lo zoccolo duro di quella squadra che insieme a Mister Destro, professionista esemplare, aveva centrato i play-off, uscendo ingiustamente a Fano, ero sicuro che se la favorita del girone Matelica fosse incappata in qualche battuta d’arresto noi ci saremmo dovuti far trovare pronti. Così è stato ed alla fine, al di là dei demeriti altrui, con una striscia incredibile di risultati utili ed una determinazione fortissima ci siamo presi la palma finale”.
Tanti i momenti- chiave della stagione: “Dalla vittoria con il San Nicolò, squadra temibilissima piegata in 45’ ad altissima intensità, a quella di Vasto, raggiunta al fotofinish, dalla vittoria con il Monticelli a San Giusto, in cui, anche se non c’ero (una brutta polmonite lo ha costretto a tre settimane di stop), con la squadra decimata da squalifiche e infortuni, allo scontro diretto con il Matelica, che forse ci ha dato la definitiva consapevolezza di star facendo una grande impresa – riflette il mediano pesarese – in ogni caso, anche quando le gambe non ne avevano più, abbiamo sempre saputo usare la testa e gettare il cuore oltre l’ostacolo portando a casa tantissimi punti e mantenendo la vetta conquistata inaspettatamente a dicembre. Naturale che nessuno di noi si aspettasse un trionfo, per giunta a quattro giornate dal termine, ma la fiducia in questo gruppo era immensa e la mentalità portata dal Mister è stata determinante”.
D’obbligo a questo punto uno sguardo al futuro: “La voglia di rimettermi in gioco nella Terza Serie dopo l’esperienza con il Fano di qualche anno fa è grande. Il girone sarà di sicuro difficile e il palcoscenico importante, ma questi discorsi sono prematuri. Verranno affrontati a tempo debito la prossima estate. Ora è d’obbligo concentrarsi sulle ultime tre gare di campionato e sulla Poule Scudetto da affrontare al meglio. Intanto ci godiamo questa grande emozione e il premio per il nostro grande impegno. Un immenso grazie a questa Società, che ha sempre creduto in noi e permesso ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità. Discorso che vale per me in particolar modo: quando, dopo tre anni di C in granata e non più giovane mi ritrovai senza squadra, avevo quasi pensato di smettere. Per fortuna arrivò la chiamata del DG Conti ed anche il gol decisivo per la vittoria dei play-off quell’anno mi ridiede tanto entusiasmo. Niente comunque di paragonabile a quello che oggi vedo negli occhi di tutti i miei compagni: porteremo nel cuore per sempre il ricordo di una gioia immensa e di una intera città che si stringe insieme a noi”.